
Procede a tappe forzate la realizzazione di "Homo sapiens", lo show che
Mario sognava da trenta, forse quarant'anni, ma che ci tocca mettere in piedi in sei mesi.
La sola ipotesi di una data in luglio è sufficiente a gettare il panico tra i musicisti, così Mario finalmente ci rivela finalmente la scaletta: dieci brani, di cui sette da preparare praticamente dall'inizio. Non male, eh? Tra le cose quasi finite, "Listen in the silence", che dopo infiniti stravolgimenti (grazie soprattutto a
Nicola) ha ormai forma compiuta. Manca solo una limatina al testo, scritto in un inglese un po' naif, ma ci siamo. Ieri (mercoledì) è toccato a "Homo sapiens", il pezzo che apre lo show. Non prima che Mario ci abbia spiegato per filo e per segno, con il petto gonfio di orgoglio, la filosofia dello spettacolo. Che non vi riassumiamo qui, perchè non c'è spazio e poi è top secret. Più o meno l'attacco sarà così: c'è una parte recitata (top secret), poi ci dovrebbe essere una performance di musica atmosferica (top secret), con un'esibizione di danza.
Lle grida dalla savana lasciano poi spazio al battito di un cuore, su cui si innesta un loop di pianoforte con tappeto di archi, e via via batteria, basso e chitarra (non necessariamente in questo ordine), per finire sul cantato, con Mario e
Lisa che fanno due voci diverse sovrapposte e riassumono in un haiku tutta la filosofia di cui sopra. Si va in crescendo, fino al finale, e poi eccetera eccetera.
Il resto dello show è un puzzle che comprende, oltre al pezzo in inglese di cui sopra e un paio di cover, altri pezzi di Mario, dai titoli evocativi: "Io perduto", "La sapienza degli ignoranti" (o qualcosa del genere). Ci sarà pure una melodia che
Barbara ci ha lasciato in eredità e su cui Mario ha innestato come un abile botanico il testo del "Cantico delle creature". Tutto questo da preparare in meno di sei mesi. Se ci riusciamo, poi possiamo anche fare il secondo disco.